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giovedì, 07 luglio 2005

METROPOLIS -EPISODIO UNO-

L'occhio scende dall'alto verso la città invasa dai miasmi neri e toccando terra ivade quello che è territorio dell'uomo. Quanto ci può essere di xenofobo in uno sguardo? Forse tutto il mondo racchiuso in una sfera di vetro piena di neve sintetica: un castello posizionato sulla vetta più alta, e lui lassù a scrutare nell'oscurità, nel buio più completo.

Ora in mezzo alla città le ombre si focalizzano ferme nel tempo, morte, un orologio fermo e rotto segna le stesse ore e gli stessi attimi di vita che dopo un frammento diventano polvere e  transmutano in materia di ricordo solo in altro momento presente.

Tempo non sufficiente, materia che si ricrea continuamente, morendo e nascendo, trasmigrazione continua di anime verso un orizzonte lontano in apparenza; ora invece tutto sembra trasparente e vediamo così un angolo di futuro in tranquillità, solo un rilassamento dopo la contrazione della morte, nulla più.

Postato da: CranioPazzo a 16:57 | link | commenti |


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